MULATRIAL DRAGONE …. 2011 PIANDELAGOTTI


MULATRIAL DRAGONE 2011

MULATRIAL DRAGONE …. 2011 PIANDELAGOTTI (MO)

Interminabile, come una pista di sci di gran fondo… questo è il distintivo di cui si è fregiata la 7^ edizione della Mulatrial della Val Dragone e Dolo a Piandelagotti in Provincia di Modena tra il 2 e il 3 luglio scorso.

Due giorni di trial motoalpinistico passati tra la pioggia del sabato e l’infido fondo denso di fango che stentava ad asciugare al sole della domenica.

Posso solo spiegare ciò che ho provato al giro della domenica nella Val Dragone perchè ho saltato la Val Dolo del sabato, ho perso una giornata ma mi sono risparmiato la pioggia che in quelle valli deve essere un’esperienza da non sottovalutare ….

REV 4T

Credo di averlo solo intuito a malapena quanto l’intricata vegetazione della Selva Romanesca mi ha fagocitato insieme ai circa 200 partecipanti su un percorso sempre più intricato e guidato all’inverosimile.

Mi ricordavo della mulatrial del dragone nel 2006 come una escursione “tranquilla” ma invece ho capito subito che il fango che emergeva dal tracciato in discesa in mezzo agli alberi, prima o poi, avrebbe preteso il suo tributo costringendo i piloti a cercare delle traiettorie improbabili per evitare di spargere sudore a fiumi spingendo le proprie moto.

FANGO

Era qualche anno che mancavo da questo evento, ma la curiosità di vedere l’evoluzione della manifestazione mi ha “costretto” a partecipare per tarare nuovamente le impressioni che mi ero fatto.

Due giorni di mulatrial intervallati da una manifestazione di trial al centro del piccolo paese di Piandelagotti, manifestazione che ha visto le evoluzioni di Alberto Limatore (13 volte campione italiano bike trial) che con la sua bici ci ha mostrato come il motore sia un optional nell’affrontare le zone attrezzate dai soci del MC Crostolo.

ALBERTO LIMATORE

Dopo aver allestito lo stand della festa della birra, organizzato dalla Proloco, e dopo aver sudato le solite sette camice per allestire gli ostacoli in piazza i ragazzi del MC si sono messi anche loro in gioco affrontando le zone con le loro moto, pur non essendo dei piloti professionisti.

DIMOSTRAZIONE

Devo dire che questi ragazzi, alla fine se la sono cavata egregiamente, considerando che gli ostacoli di cemento non sono una situazione tanto banale da gestire, ma il coraggio, seguito da una buona dose di fortuna, gli ha permesso di portare le moto in fondo alle zone.

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Alberto Limatore invece ha mostrato come la tecnica permette ad una bici di salire le stesse zone affrontate dalle moto, apparentemente senza sforzo, come se la forza di gravità e l’attrito delle gomme fossero inesistenti, uno spettacolo nello spettacolo.

La domenica mattina una giornata di sole ha accolto la mulatrial del dragone alla partenza della pista di fondo di Boscoreale con un paddock allestito dagli operatori locali che credono in questa manifestazione, lì nel suo stand la concessionaria Enne Erre mi ha preparato per l’occasione una Rev 4T pronta per il giro, un’opportunità per provare la resa di un motore che, mi dicono, sia il massimo per il motoalpinismo in una mulatrial che sapevo essere all’altezza della situazione.

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Tra formaggi locali, oli lubrificanti, ricambi e indicazioni sulle caratteristiche del percorso date dall’organizzazione, sono partito per il primo sentiero dove il fondo ha mostrato subito che le condizioni di aderenza erano veramente al limite per la pioggia delle giornate precedenti.

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Primi guadi e discese da test con curve, pietre, muschio e radici impastate dal fango sono stati un invito a cercare la traiettoria migliore e ricordare tutte le malizie possibili per non fermare la moto, il percorso era stato tracciato nella selva romanesca, la luce entrava filtrata dalla vegetazione e il caldo, per fortuna, non era opprimente, però l’umidità era a livelli amazzonici, i tasselli non si vedevano più e le gomme trovavano l’aderenza solo perché si fondevano con il terreno ….

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Quando si trovava la luce sembravamo dei pipistrelli accecati dal sole e lì l’organizzazione ci proponeva le varianti “rosse” per i più agguerriti, che, come lucertole impazzite, cercavano la vetta del muro che si parava davanti a loro.

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Fortunatamente il giro della mulatrial del dragone ci faceva trovare anche le distese delle praterie di fieno per il bestiame dove gli abitanti locali permettono il transito per questo evento fonedoci le indicazioni del giro mentre pascolavano gli armenti.

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Sto riassumendo come sempre, qualche ora è già passata, la selva romanesca di medioevale memoria ci ha catturato completamente, gli stranieri come me hanno perduto i riferimenti, l’orientamento e la cognizione del tempo, il percorso si sviluppava lungo un pezzo di fondo valle dove l’acqua ristagnava, il fango diventava sempre più aggressivo, le pendenze erano un problema, qui vedevo tracce di lotte estenuanti dei piloti con la moto per proseguire il giro, le pietre erano viscide e lucide e il terreno argilloso aveva sicuramente intrappolato molti …..

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Quasi come stava accadendo a me mentre cercavo la situazione migliore per il tiro del 4 t: la rev è una moto inarrestabile e in questa configurazione il frullare delle valvole e l’inerzia della distribuzione sembravano sempre accordate al tiro in modo sufficiente per garantire l’aderenza anche in queste condizioni limite.

Impressioni positive, la mulatrial del dragone mi stava coinvolgendo alla grande, peccato che l’avviamento del 4t per me non sia veramente congeniale, motore caldo, motore freddo, arricchitore …. Ci si deve abituare, per fortuna che in discesa parte ….

Dopo 4 ore sono arrivato al ristoro di “metà giro” ….. e lì stavo a meditare su come poteva essere il seguito mentre gli amici si rinfrescavano alla “fonte dell’aquila” e ingurgitavano calorie per riprendere le energie perdute …

FONTE

Ma terminare un giro come la Val Dragone era una sfida a cui non si poteva rinunciare, piuttosto mi avrebbero raccolto le scope con il cucchiaino, esausto nel folto della boscaglia, ma volevo continuare a tutti i costi.

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E così è stato, solo che le ore poi sono state 5, il sentiero non finiva mai, scendeva e saliva seguendo i pendii dell’Appennino verso la salita del Monte Alpesigola, la vetta del tracciato.

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Questa parte la ricordavo molto bene ed ero preparato al fondo sgretolato sotto il prato appena accennato su una pendenza estrema da brivido e attanagliante nello stesso tempo.

Pezzo interminabile, protesi sull’avantreno il parafango anteriore era sempre più vicino mentre il sentiero si restringeva all’apice del crinale e il motore frullava implacabile senza sosta.

Ai lati si provava la sensazione del vuoto da parapendio, adrenalina alle stelle nel caso ci si fermi, ma dopo arrivava in cima una soddisfazione impagabile quando si guardava indietro e si prendeva fiato apprezzando il panorama sulle valli.

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Come ho detto il giro è stato lungo ma veramente appagante, potrei definirla una “mulatrial da fondo”, non oso pensare chi è partito anche il sabato come poteva resistere il giorno seguente, però questo è il bello di giri così: se ti sai regolare trovi sempre la dimensione giusta e non ti manca nulla, se invece esageri sai che puoi fare indigestione.

Alla fine del giro lavaggio moto e doccia nei servizi della partenza, una vera chicca per una mulatrial, per poi pranzare nel vicino Ristorante Boscoreale.

Bilancio positivo sotto tutti gli aspetti, premiazione da manuale con ricordi per tutti e certezza di avere fatto breccia nel cuore di molti partecipanti, nonostante il periodo di vacanza la partecipazione è sempre al di sopra della media e se ne capisce il motivo.

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Colgo quindi l’occasione per ringraziare l’amministrazione di Piandelagotti per la fiducia manifestata ai volontari del MC Crostolo affidando loro il territorio della Val Dragone e Dolo, un esempio di collaborazione e sinergia reale tra cittadini e servizio pubblico.

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