I SENTIERI DELL’ARDESIA ….. 13 APRILE 2014

SENTIERI ARDESIA

I SENTIERI DELL’ARDESIA ….2014

Con la Mulatrial sui sentieri dell’Ardesia il gruppo trial Valfontanabuona del MC della Superba ha dato il meglio di sè, ci ha proposto un tracciato all’apice della tecnica per le caratteristiche del loro territorio.

150 motoalpinisti hanno affrontato una nuova interpretazione del percorso che ha introdotto nelle precedenti edizioni molti partecipanti alla tecnica della guida sull’ardesia saponata … per fortuna la pioggia ci ha salutato solo alla fine del giro, giusto per togliere la polvere dalle moto!

sentieri ardesia

Un giro riorganizzato rispetto agli anni precedenti con l’introduzione di alcuni sentieri riscoperti dagli amici della Valle, in esplorazione con le carte alla mano, per evitare le interferenze con le aree protette della Liguria.

Questa nuova configurazione per me è stata esaltante perchè ci hanno offerto alcune salite infinite dove dovevi giocare con la moto, con la posizione del corpo per tenere l’anteriore a terra per poi anticipare i gradini o il pietrisco che ti scivolava via sotto la ruota posteriore, quando tutta la tua attenzione è catturata dalla visuale di una pietra che accentua la pendenza del tracciato e sai che la puoi passare solo se non sei appeso al manubrio e se sei pronto a dargli la giusta velocità per passarla al volo …

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Questa è stata la prima sensazione all’inizio del giro, la prima salita ci ha elevato verso il regno delle miniere di ardesia ma dopo la via non è stata da meno, abbiamo risalito altri crinali dove la vista poteva spaziare sul panorama della Liguria, purtroppo un po’ offuscato dalle nuvole basse che sembrava aspettassero il momento opportuno per riproporci l’ardesia saponata delle ultime edizioni.

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Anche loro hanno giocato con noi fin dalla partenza del campo sportivo di Gattorna, allestito per accogliere anche i camper di chi si è presentato il sabato o per alcuni rivenditori di materiale per moto come GIBIRACING di Como o Off Road Motorcycles Company

Luciano Marsano, presidente della sezione locale trial e l’organizzazione della segreteria del MC della Superba, hanno registrato i partecipanti mentre la colazione con focaccia e caffè preparato dalla Proloco ci forniva la prima scorta di energia per affrontare la salita interminabile della Spina, la rampa che ogni anno miete sempre l’autostima di tutti quando la fatica sulle braccia si fa sentire perché non sei abituato a stare così attaccato all’anteriore e usi le braccia per correggere una posizione sbilanciata all’indietro sulla moto.

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C’è un momento lungo quella salita che credo lo ricordino tutti, l’inclinazione del tracciato si sposta dalla “semplice” salita a quella di una “parete”, il canale centrale del tracciato ti intrappola le pedane quindi devi procedere in assoluto equilibrio di fianco, qui lavorano solo i tasselli laterali e se ti sbilanci sei fatto!

A me è capitato proprio questo … quasi alla fine sono dovuto ripartire in posizione estrema incastrato nel canale, solo la notevole aderenza della mia fida rev mi ha permesso di recuperare al limite con alchimie che nulla hanno di tecnico, solo pedate e frizione!

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Ma eravamo solo all’inizio, il panorama immerso nella foschia delle nuvole basse ci ha portato nel regno delle miniere dell’ardesia, ovunque giravi lo sguardo emergevano dalla montagna le morene dei detriti delle lavorazioni o gli antri neri di quello che è stato, in un passato non molto lontano, un formicaio umano di cavatori della pietra nera.

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Anche i casolari abbandonati sono stati realizzati con l’ardesia, la pietra nera è una presenza continua, i boschi sono nati sui detriti delle lavorazioni delle miniere, l’orografia del territorio è stata fortemente coinvolta dall’attività estrattiva e il dedalo delle antiche vie di comunicazione presenta un sistema di tracciati infinito tale da poter proporre innumerevoli alternative di passaggio, basta solo iniziare a pulire i percorsi per farlo.

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Una visione paradisiaca, almeno per un motoalpinista all’ultimo stadio come me, mi immagino un monte affidato completamente ad un gruppo di trialisti che gradualmente recupera tutte le vecchie mulattiere e crea un ostello dedicato al motoescursionismo ed al trial ….

Dall’immaginazione sono passato alla realtà quando ho affrontato la prima discesa libera, con il manubrio distante e il posteriore in aria ….

Ma non c’è stato solo questo, c’erano anche i passaggi che tagliano i fianchi delle montagne, le gradinate di pietra che portavano ai tornati scavati nella roccia, passaggi che non avevano vie di mezzo: o affrontavi senza timore i tornanti puntando il raggio di curva più esterno per ruotare sul posteriore o penavi le solite sette fatiche per girare di peso la moto e portarla sopra al gradino centrale …

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Qui si passava veramente dal divertimento assoluto ad una via crucis di patimenti e dolore articolare …

Una sfida continua per raggiungere il primo stadio di divertimento assoluto, devo dire che dopo anni di prove sono ancora a metà strada ….

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Ma ho visto un ragazzino di nome Andrea, assistito da suo papà Enrico Moretto, affrontare dei passaggi pazzeschi con un motorino che girava come una zanzara, condotto egregiamente sopra dei gradoni di pietra o lungo tutto il percorso senza esitazione, uno spettacolo che prevedo mostrerà ancora di più nelle gare fra qualche anno.

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Al ristoro organizzato presso il Circolo ricreativo Sporting House i volontari dell’Alta Gattorna ci hanno accolto con i “cuculli”, le frittelle fatte al momento con la pastella di erbette seguite da focaccia, affettati, crostata e frutta.

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Un momento di condivisione con gli amici scambiandoci le impressioni della prima parte del giro, avevamo esplorato altri crinali, affrontato alte salite ma sapevamo che eravamo solo a metà giro e già io ero soddisfatto come mai lo sono stato all’ardesia: il fondo asciutto con l’aderenza alle stelle e le forcelle appena revisionate mi stavano regalando momenti di soddisfazione esaltanti.

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Siamo ripartiti alla grande sul tracciato che gira intorno al Monte Mezzano, un pezzo d’arte motoalpinistica all’ombra del Monte Caucaso, un altro sistema di giri intricati dove ogni angolo ti lascia il dubbio di aver sbagliato direzione, i punti di riferimento spariscono tra le anse delle pendici del monte, tanto che se non ci fossero le indicazioni dei volontari del motoclub, pochi potrebbero uscire da qui.

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Però, purtroppo, da qui alla fine ne siamo usciti, avrei veramente voluto perdermi in mezzo alla natura dei Monti della Fontanabuona, ogni passaggio, ogni pietra era una soddisfazione, abbiamo trovato muri di rocce e denti di pietra da saltare scaricando il posteriore (non mi riesce mai a dovere …) o discese da pista nera con rocce simili che, prese al contrario, invece sembravano dei trampolini … su una profonda piscina vuota!

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Le riflessioni del giro, oltre alla soddisfazione, mi hanno portato nuovamente ad apprezzare situazioni trite e ritrite tra noi motoalpinisti, semplici ed essenziali: la pulizia dei sentieri, la riscoperta del territorio abbinate ad occasioni di sostegno per l’economia ricettiva locale con la presenza dei partecipanti delle mulatrial.

E questo solo per una giornata, immaginiamoci se invece le autorità locali volessero alimentare questo flusso positivo con il rilascio di autorizzazioni permanenti alla circolazione di moto da trial sui sentieri dell’ardesia, affidando ai trialisti le porzioni di montagna antropizzate dalle miniere, si creerebbe un contesto dove questa presenza educata e sportiva si concretizzerebbe ogni fine settimana con escursioni organizzate e aree di allenamento.

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Gli ostelli, i bed and brekfast, gli alberghi, i ristoranti e le pizzerie convenzionate potrebbero usufruire di comitive di motoalpinisti desiderosi di passare un fine settimana in trial, magari con la famiglia al mare nel litorale di Cavi di Lavagna o pedalando con i bambini lungo la ciclovia dell’ardesia per farsi le gambe per la moto da usare il giorno dopo.

Ricordo che in Liguria si gira 11 mesi all’anno, sono 51 fine settimana al netto delle feste, un bacino costante di presenze che potrebbe arrivare a numeri fissi di migliaia all’anno, senza esagerare più di tanto … pensando solo al livello nazionale ma c’è anche l’internazionale, basta saperlo coinvolgere.

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Ecco, vorrei che queste riflessioni diventassero una realtà nuova, a servizio della Fontanabuona, vorrei che l’intraprendenza e l’operosità di questa valle cogliesse nuove opportunità di rilancio e sostegno alla vita nei suoi paesi perché altri possano crescere in questa terra conoscendo il loro territorio, vivendo in simbiosi con esso, anche con le moto da trial.

Grazie della bella mulatrial, all’anno prossimo.

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