MARCO MARCELLINO

Marco Marcellino

Ho conosciuto Marco Marcellino quasi vent’anni fa quando iniziai ad avventurarmi nel percorso tenebroso teso ad ottenere in Liguria alcune modifiche della normativa per circolare più liberamente con le nostre motine da trial.

Da allora sono passati anni in tentativi, raccolte firme, contatti con le istituzioni, ricorsi ai TAR nel contesto della Commissione Normative Fuoristrada FMI, di cui Marco è stato nominato Presidente, e qualche risultato l’abbiamo ottenuto come le modifiche delle normative liguri di salvaguardia dei SIC e di disciplina della Rete Escursionistica per consentire di organizzare le manifestazioni come le mulatrial ma non solo.

Non sono mancate neppure le denunce alla Procura della Repubblica per difendere il MC della SUPERBA quando organizzò il mondiale trial a Santo Stefano D’Aveto.

Collaborando con tutte le altre regioni, quando sono nati altri problemi, sono  intervenute anche le modifiche alla normativa piemontese, lombarda e con Marco è nato anche il CER in Emilia dove abbiamo partecipato ai primi incontri, portando il nostro contributo.

Marco ora si candida cone Consiliere all’interno della FMI, in quota affiliati per il Nord Italia, per proporrere la sua competenza sulle tematiche fuoristrada a 360° con l’obiettivo di risolvere anche le “complicazioni affari semplici” interne che ostacolano la pratica della nostra disciplina dato che ci sono già le normative regionali contro …

Se verrà eletto potrà contribuire ad indirizzare la FMI a prendere una posizione più incisiva verso le istituzioni per migliorare la nostra condizione.

I motoclub della Liguria lo appoggeranno ma ovviamente non saranno sufficienti, siamo una piccola regione perciò ci vorranno anche più adesioni possibili da parte dei motoclub delle regioni del nord e del centro italia.

Alle prossime votazioni del 11/12 rivolgo un appello agli appassionati, ai componenti dei direttivi dei mc affinchè lo sostengano votandolo e facendolo votare dai loro rappresentanti.

Di seguito vi copio il testo della sua attività ultraventennale pubblicato da Marco sul suo profilo FB affinchè possiate conoscerlo meglio …

Marco Marcellino

“Cari Amici

Siamo arrivati ad un mese dalle elezioni nazionali ove saranno eletti il nuovo Presidente della FMI ed il nuovo Consiglio Federale (C.F.).

L’assemblea elettiva, Roma 11 Dicembre 2016,  sarà veramente importante per il futuro della Federmoto, poiché molti incarichi dovranno essere riassegnati.

La FMI negli ultimi 8-4 anni ha cambiato pelle, spesso in maniera contraria a quello che la base chiedeva , indirizzandosi verso una deriva di verticismo e progressiva eliminazione della rappresentatività, sia quella dei Moto Clubs che dei Comitati Regionali, cancellando ogni momento di condivisione con chiunque rappresentasse la rete periferica.

Sono stato uno dei più determinati contestatori di questa nuova reggenza , spesso isolato, poiché purtroppo  il nostro mondo si limita ai mugugni ma non va oltre e chi ha governato indisturbato ovviamente se ne è approfittato.

Siete chiamati ad un momento molto importante  , svoltare  od approvare  questa politica; l’assemblea di Roma sarà importante anche perché molti Presidenti di Comitato Regionale ma anche Consiglieri Nazionali lasceranno i loro incarichi per ossequiare la direttiva CONI.

Io sarò tra quelli che lasceranno , il limite di mandato è sacrosanto, lo condivido proprio io che ho governato per 24 anni, ho affrontato sei elezioni, mi rendo conto che dopo tanti anni scemano tante motivazioni e soprattutto “ci si ferma” e non si è più propositivi, pur mantenendo la stessa passione.

Come nelle precedenti occasioni elettorali , al contrario di molte altre regioni, la Liguria ha aperto le porte ai Candidati, ed i Moto Clubs presenti hanno potuto ascoltare i programmi, toccherà alle associazioni scegliere il Candidato Presidente che meglio le rappresenti.

Nel Consiglio Regionale e nelle conferenze di specialità dirigenti regionali e Moto Clubs hanno approvato la mia Candidatura al Consiglio Federale in quota Affiliati.

Ciò che vi chiedo è riflettere sul futuro di tutte le associazioni  FMI; gli ultimi Consigli Federali si sono dimostrati assolutamente inadeguati alle richieste della base, assenti, inutili, lontani dalle problematiche territoriali, piegati al volere del Presidente.

Il tentativo si ripete , c’è tra i Candidati chi vuole che i futuri Consiglieri area Nord siano in rappresentanza delle quattro regioni con più iscritti, senza alcuna analisi dei risultati di esse, nessuna meritocrazia insomma.

La mia esperienza mi fa ricordare che tanti Consigli Federali orsono , entrare in questo importante organo spettava a “chi aveva fatto e dimostrato”, magari tra vari che avevano queste credenziali ovviamente aveva il predominio chi aveva più elettori, ma allora i Consiglieri rappresentavano veramente il loro territorio ed il loro elettorato, informavano i Presidenti dei Comitati Regionali, erano presenti alle manifestazioni, insomma c’erano ed erano disponibili.

Io voglio portare in Consiglio Federale la voce dei Moto Clubs, chiamati oggi a digerire ogni procedura ma mai ascoltati, il C.F. è attualmente un consiglio d’amministrazione chiamato ad approvare non a costruire né rappresentare…c’è chi vorrebbe FMI come una SpA, sul modello della federazione americana, io no!

Uno dei Candidati alla futura Presidenza ha chiesto che i futuri Consiglieri siano appostati in varie Commissioni e Comitati, saggia decisione ma chi ci mettiamo?, persone che già nelle loro Regioni non hanno dimostrato competenza , impegno e risultati?

Ecco perché mi candido ed ecco alcune mie opinioni.

Analizzo in sintesi la situazione, partendo da chi siamo, da dove arriviamo.

Ieri Federmoto era la più rispettata Federazione nel mondo, il  lavoro fatto da personaggi come Zerbi, Commanducci, Rozza, Mazzi e tanti altri dà risultati ancora oggi, abbiamo vissuto di un rendita ultraventennale, nata negli anni 80/90.

Di ciò abbiamo goduto soprattutto in ambito internazionale, portando avanti le nostre idee, i nostri campioni, i nostri organizzatori; ma da otto anni tutto ciò è sfumato, FMI uscendo ridimensionata dal Congresso FIM di Macao pare averne subito la sindrome di Stoccolma , facendo pari pari ciò che sta portando Ginevra al collasso, e Roma c’è vicino.

Oggi Viale Tiziano si avvicina a Mies, potere ai burocrati, a coloro che non danno fastidio a chi comanda , nessun rispetto infine per chi invece fa parte attiva di questo mondo.

Esperti volontari estromessi, al loro posto funzionari e consulenti governano spesso con l’aiuto della demagogia comunicativa, associazioni e licenziati non hanno voce in capitolo ma condannati solo a mettere in pratica cose decise altrove, per interessi altrui.

L’attuale Presidente Federmoto Paolo Sesti ha cavalcato l’onda lunga e alta, ma nell’ultimo quadriennio ha instaurato una FMI autoreferenziale, verticistica, allergica ad ogni critica.

Pensare al domani è ormai più utile che cercare tutte le tante responsabilità di ieri.

Una cosa saggia sarebbe andare a rileggersi le norme ante otto anni fa, quando i Moto Clubs avevano ancora stimoli ad organizzare, potere consultivo, sinergia con territorio e quartier generale.

Si organizzavano belle ed importanti manifestazioni checché ne dica chi oggi governa ed ha portato le associazioni, quelle che votano in definitiva, ad avere un ruolo marginale, esecutivo, appunto “chiamate ogni quattro anni” perché non se ne può fare a meno.

La nostra Federazione ha due anime, inizierò da quella sportiva per poi passare a quella della Utenza ; bisogna secondo me ridare priorità a tre fasi della attività, quella giovanile, quella amatoriale, infine la sperimentazione tecnico sportiva.

L’attività giovanile è stata troppo spesso dimenticata a favore dell’alto livello; FMI ha inseguito un progetto scientifico poi rivelatosi a detta dello stesso Presidente “folle”, che ha rispettato solo gli interessi privati di alcuni Tecnici, ma non la crescita del movimento.

A ragazzi Under 14 si è chiesto un impegno da professionisti, con costi e tempi tali; e le loro famiglie?, spesso drogate di promesse, si sono “rovinate” pur di seguire le sibille federali.

Ci sarebbe molto da rivedere nel concetto di Team Italia, pozzo senza fondo creato ad arte , ove la meritocrazia non esiste, ma solo le raccomandazioni, che giungono allo staff tecnico da questo o quello sponsor, Casa, ma di metri di paragone certi, univoci, non ne abbiamo mai visto.

Un sistema sbagliato che non solo non ha fornito granché all’Alto Livello, ricordiamoci che l’Italia è paese di santi, poeti e navigatori ma anche Motociclisti,  però ha drenato le risorse di chi fa parte di questo mondo, sia esso Velocità o Fuoristrada .

L’avviamento dovrebbe seguire tre livelli distinti, Principianti, Sportivi, Agonisti, da promuovere passo dopo passo ed incentivare , con essi allenamenti e gare tali e quali.

Si è bypassato il livello territoriale, interregionale, macro-regionale, per foraggiare grandi ammucchiate, i P.I.N.,  promettendo improbabili interessi nazionali, o contando i Miniyoung come numeri da abbinare a gare titolate per far quadrare i conti delle gare.

Torniamo ad un mondo meno professionale, ma che ha creato i Rossi (me lo ricordo sul Cagiva 7 marce all’Italiano S.P.), i Cairoli (quando arrivava con suo padre ed il furgone), i Bosis ( a 14 anni con il 50 era meglio di quelli con il 240), i tanti dell’Enduro (che arrivavano alle gare con il carrello), riflettete su come e quando sono nati questi Campioni.

A partire dalle selettive che incentivino la partecipazione territoriale, a pochi chilometri da casa, per poi mandare alle finali tricolori chi veramente ne sia all’altezza, guadagnandoselo sul proprio territorio, non perché si sia in grado di pagare trasferte onerose e preparazioni meccaniche da mondiale.

La grande parte degli appassionati è sempre più avanti negli anni , i più corrono per diletto, cosa fanno oggi gli Amatori?

Spesso scelgono gli EPS pur di correre, divertendosi tra amici, chiudendo gli occhi rispetto ad organizzazioni autoreferenziali con lacune sulla sicurezza ma certezza su chi ci guadagna.

I numeri delle nostre gare territoriali stanno scendendo ovunque e per qualsiasi specialità, ma la benedizione degli EPS è venuta proprio dalla Presidenza federale che credendo incapaci i Comitati Regionali di autogovernarsi ha finanziato la “campagna di acquisto dei migliori promotori EPS”.

Dobbiamo riappropriarci di questo livello svenduto dalla Presidenza federale con la scusa di comperare fette di tesseramento, regolarmente non arrivate, ma FMI intanto ha rimesso fior di soldi e credibilità.

Questi EPS devono poi rispettare le norme CONI che valgono per i nostri clubs, ma troppo spesso non per loro, vedasi avviamento agonistico giovanile, omologazione campi, norme tecniche, Ufficiali di gara.

L’ultimo punto sullo Sport è la sperimentazione tecnico sportiva: io ho partecipato alla nascita della CSAS e quindi so di cosa parlo, dopo un inizio più che promettente ove sono nate belle iniziative come gli Hobby Sport, le tessere Sport , etc , si è pensato più a far fruttare queste intuizioni che trovarne di altre.

Tutto va, e deve andare avanti, non sono schiavo della nostalgia, ma bisogna procedere secondo criteri assoluti e studi relativi.

Nell’era Zerbi era la Commissione Tecnico Sportiva Nazionale a comandare , tutto, poi è stata spacchettata in tre centri di potere.

Sbagliato, il Presidente federale deve sovrintendere a tutto e tutti i settori, non delegare le briciole, piuttosto  dare autonomia, a chi se la merita.

Sesti è stato per un ventennio il padre padrone della Commissione Sportiva Nazionale , Larceri altrettanto nel Settore Tecnico Federale, Copioli nel Settore Sviluppo; ho fiducia che si torni al lontano passato , un unico “consiglio sportivo” che tratti dalla A alla Z la materia tecnico e sportiva, così come la promozione e lo sviluppo, non abbiamo più bisogno di un sommergibile con tanti compartimenti stagni che non comunichino tra di loro.

Infine l’aspetto forse oggi meno considerato ma quello che fa la cassa della FMI, l’Utenza.

Federmoto non potrà mai essere solo una federazione sportiva, conterebbe poco; senza le decine di migliaia di tesserati non sportivi FMI non “andrebbe avanti” , ma deve decisamente svoltare e tornare a dare importanza ad attività come il Turismo, l’Epoca con il suo Registro storico , l’Educazione stradale.

La mia personale visione è che il Turismo debba essere una attività ricreativa , non condivido chi voglia farla diventare uno Sport per “fare i numeri”.

Rispetto i radunisti come gli amanti delle concentrazioni, chi ama i moto raid o le gimcane, che avvicinavano FMI alle piazze , ai borghi, ma che si arrivi ad eccessi da annesso sportivo lo trovo fuorviante.

Piuttosto FMI deve diventare il vero “sindacato” dei motociclisti, avere il peso etico che aveva molti anni fa; i temi sia per moto moderne che storiche che fuoristrada sono tanti e devono interessare in prima persona il Presidente federale non essere oggetto di esternalizzazioni.

Oggi, ma come ieri, al Presidente FMI si chiede di essere anche un politico, così non è stato Sesti, il ruolo politico dei rapporti istituzionali deve tornare a chi è eletto dalla base non a consulenti nominati.

Importante pure diversificare l’affiliazione; alla odierna FMI interessa avere tanti Moto Clubs che pagano la affiliazione e poi non esistono, che non fanno attività , abbandonati a se stessi.

Così non va, non è mai stata condivisa una analisi, magari questa sì esterna, per capire cosa cambiare; l’associazionismo è in crisi, organizzare è sempre più difficile, ma FMI non fa nulla per favorire l’aggregazione, dare importanza alle associazioni, formandole a domicilio.

Come detto i temi sono tanti e qui devo sintetizzare, ma credo che turisti, appassionati d’epoca, semplici fruitori della motocicletta come di uno scooter meritino il Difensore Civico, che oggi non hanno.

La mia candidatura per concludere è prettamente al servizio di tutti coloro che non ci stanno a questa FMI, indipendente, per riavere un orgoglio di appartenenza di un ente che era stimato ed oggi non conta, pronto a collaborare ma non ossequente.

Dopo 30 anni di lavoro volontario in qualcosa in cui ho creduto , vorrei adesso ricambiare di tutto quello che ho ricevuto, e sono state tante belle cose…non negli ultimi anni, offrendo la mia esperienza e competenza prima da organizzatore di gare e raduni, Presidente di Moto Club, poi da Commissario di Gara, Direttore di Gara, Presidente di Comitato Regionale, fondatore della Commissione Normative Fuoristrada FMI(CNF), Membro e poi Vice Presidente della Commissione Enduro e Rally della Federazione Internazionale, praticante, forse ciò a cui tengo di più.

Tutto qui, se credete che sia giusto rappresentare meglio e di più tesserati, licenziati, Moto Clubs, per quattro anni sarò al Vostro servizio, poi giudicherete Voi se ho fatto seguire alle promesse i fatti.

Gioco forza ho dovuto sintetizzare le tante cose che avrei da raccontare, suggerire, quindi chi ne avesse voglia mi troverà al 331 6951126 o scrivendomi a marco.marce[email protected]

Un caro saluto nel linguaggio del motociclista indice e medio con le dita a “v”